Allergie autunnali: quali pollini circolano a settembre e come difendersi
10 settembre

Allergie autunnali: quali pollini circolano a settembre e come difendersi

Settembre, nel nostro immaginario, è il mese in cui le allergie stagionali finalmente si placano, ma purtroppo la realtà è ben diversa. L'arrivo dell'autunno può segnare l'inizio di una nuova fase di esposizione ai pollini, che, sebbene diversa da quella primaverile, è altrettanto fastidiosa per chi è allergico. Ovviamente la quantità di pollini varia a seconda della zona geografica e delle condizioni climatiche, quindi conoscere l’allergene che ci provoca fastidio e tenere d'occhio i bollettini pollinici locali può davvero aiutare a gestire i sintomi. Ecco quali pollini circolano a settembre:

Ambrosia

Tra i principali responsabili delle allergie di fine estate e inizio autunno c'è l'ambrosia, una pianta erbacea di grande rilevanza allergologica. La sua presenza è particolarmente significativa in alcune aree del nord Italia, dove la stagione pollinica può raggiungere livelli notevoli proprio tra agosto e settembre e, a seconda delle condizioni ambientali, continuare anche nel mese di ottobre. I pollini di ambrosia, trasportati dal vento, possono scatenare sintomi intensi in chi è sensibile, come starnuti frequenti, rinite e prurito sia nasale che oculare. Nei soggetti predisposti, i disturbi respiratori possono essere più gravi.

Per chi è allergico all'ambrosia, una delle strategie più efficaci è pianificare le attività all'aperto in base alla previsione della concentrazione di polline, piuttosto che aspettare che i sintomi si manifestino. Controllare il bollettino locale aiuta a identificare i giorni in cui il polline è più abbondante e vi permetterà di adattare, quando possibile, gli orari delle attività all'esterno.

Artemisia

L'artemisia, nota anche come assenzio selvatico in alcune varietà, fa parte della famiglia delle asteracee ed è un'altra pianta tipica della stagione allergica che va dalla fine dell'estate all'inizio dell'autunno. Può crescere in terreni incolti, lungo strade e ferrovie, e in altri luoghi dove la vegetazione spontanea è abbondante. Il suo periodo di fioritura può coprire settembre e, in alcune aree, continuare anche nelle settimane successive. Le persone sensibili possono manifestare i classici sintomi della rinite allergica, ma l'intensità dell'esposizione può variare notevolmente da un luogo all'altro.

Anche in questo caso, conoscere il calendario generale è sicuramente utile, così come evitare di fare attività fisica intensa vicino a terreni incolti o aree con vegetazione erbacea molto fitta, poiché respirare più profondamente e frequentemente aumenta la quantità di aria, e quindi di potenziali allergeni, che si inalano.

Parietaria

​​​​​​​La parietaria è una delle piante più impattanti per le allergie nel bacino del Mediterraneo e può avere una stagione pollinica molto più lunga rispetto ad altri allergeni. In alcune zone del centro e del sud Italia, la sua presenza può protrarsi fino all'autunno, il che significa che settembre non segna necessariamente la fine dei sintomi per chi è allergico.

Per ridurre l'esposizione alla parietaria, è particolarmente utile prestare attenzione agli ambienti e alle superfici che possono trattenere il polline, poiché gli allergeni possono facilmente entrare in casa attraverso capelli, vestiti e scarpe. Gestire questi aspetti può rivelarsi più utile di quanto si pensi, specialmente quando i sintomi continuano a manifestarsi anche tra le mura domestiche.

Graminacee e altre piante erbacee

​​​​​​​Le graminacee sono solitamente associate alla primavera e all'inizio dell'estate, ma la loro presenza può estendersi o riemergere a livelli diversi a seconda della specie, della zona e delle condizioni climatiche. A settembre, in alcune aree, è possibile trovare ancora concentrazioni basse o residue, insieme ad altre piante erbacee, come quelle delle composite. In queste situazioni, la difesa più efficace è ancora consultare i dati locali per capire quali giornate richiedono maggiore attenzione. Le giornate calde, secche e ventose possono far volare i pollini, ma le cose possono cambiare in un attimo con l'arrivo della pioggia. Ecco perché controllare l’andamento reale della concentrazione di pollini, è spesso la mossa più efficace.

Come difendersi in modo efficace dagli allergeni?

L'obiettivo dovrebbe essere quello di imparare a limitare il contatto con gli allergeni nei momenti in cui sono più presenti.

È consigliabile tenere le finestre di casa e dell'auto ben chiuse tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio, preferendo l'uso di condizionatori dotati di appositi filtri antipolline per rinfrescare gli ambienti. Quando si rientra a casa, un'ottima abitudine per non trascinare gli allergeni negli spazi domestici è quella di farsi subito una doccia, lavando i capelli per evitare che i granuli depositati si trasferiscano sul cuscino durante la notte, avendo anche cura di non stendere il bucato all'aperto dove potrebbe raccogliere le polveri sospese. Infine, per proteggere le vie respiratorie e gli occhi nelle giornate più ventose, è utilissimo indossare occhiali da sole e mascherine protettive se si frequentano aree verdi, effettuando regolari lavaggi nasalicon soluzione fisiologica per asportare fisicamente le particelle irritate: i lavaggi nasali con soluzioni saline possono essere un ottimo modo per rimuovere meccanicamente pollini e altre particelle dalle cavità nasali, e sono facili da integrare nella routine quotidiana.

Quando, però, i sintomi diventano frequenti o iniziano a interferire con il sonno, il lavoro o le normali attività quotidiane, la cosa migliore da fare è consultare un medico per trovare l'approccio più adatto.