Quinta malattia: come avviene il contagio e quali sono i sintomi
26 gennaio

Quinta malattia: come avviene il contagio e quali sono i sintomi

La quinta malattia è un’infezione che può mettere in allerta i genitori quando si presenta per la prima volta, ma nella maggior parte dei casi si risolve in modo lieve e senza complicazioni. È causata dal parvovirus B19, un virus che colpisce soprattutto i bambini in età scolare, anche se non è raro che colpisca anche adolescenti o adulti che non hanno mai sviluppato l’immunità.

I sintomi iniziali sono molto simili a quelli di un comune raffreddore o di un’influenza leggera, ma il segno distintivo è un’eruzione cutanea sulle guance, un aspetto così caratteristico che rende la diagnosi quasi immediata per un pediatra esperto. Nelle ore o nei giorni successivi, l’esantema può diffondersi anche su braccia, tronco e gambe, formando chiazze rossastre leggermente in rilievo che tendono a scomparire nel giro di pochi giorni, senza lasciare tracce e anche se l’aspetto della patologia può spaventare, la quinta malattia è generalmente benigna e si risolve da sola.

Il contagio della quinta malattia avviene principalmente attraverso le goccioline di saliva emesse quando si parla, si tossisce o si starnutisce. In sostanza, si trasmette come un comune virus respiratorio, ma la parte più insidiosa di questa infezione è che la persona infetta è contagiosa prima ancora che compaiano i sintomi evidenti, mentre quando l’eruzione cutanea si manifesta, di solito il soggetto non è più contagioso, il che spiega perché si diffonde così facilmente in ambienti scolastici o tra bambini che condividono spazi chiusi.

La quinta malattia è un'infezione che tende a diffondersi nei mesi primaverili, ma può manifestarsi in qualsiasi periodo dell'anno, specialmente in situazioni dove ci sono molti bambini a stretto contatto. Dopo essere stati esposti al virus, il periodo di incubazione può variare da 4 a 14 giorni, e solo dopo questo intervallo compaiono i primi sintomi: una leggera febbre, mal di testa, naso chiuso, gola irritata e, a volte, una sensazione generale di stanchezza o dolori muscolari. Proprio perché questi sintomi sono comuni a molte altre infezioni, è davvero difficile riconoscere la quinta malattia nelle sue fasi iniziali e quando il caratteristico rash appare sul viso, di solito il bambino si sente già meglio, la febbre è scomparsa e l'infezione sta per concludersi.

L'esantema, invece, può variare in intensità, a volte svanisce e poi riappare nei giorni successivi, in risposta a fattori come caldo, attività fisica o esposizione al sole, ma anche se può sembrare preoccupante, non è un segno di peggioramento. Nei bambini con pelle sensibile, il rash può durare fino a dieci giorni, mentre negli adulti, quando la malattia si manifesta, è più comune avvertire dolori articolari, specialmente a mani, polsi e ginocchia. Questo sintomo può persistere più a lungo, ma di solito si risolve senza conseguenze.

Dal punto di vista medico, la quinta malattia non richiede trattamenti specifici. Essendo una malattia virale, gli antibiotici non sono utili e il trattamento si basa sul sollievo dai sintomi, utilizzando antipiretici o analgesici per abbassare la febbre o alleviare il disagio, assicurandosi di mantenere una buona idratazione.

In commercio si possono trovare prodotti lenitivi per la pelle, utili se l'eruzione provoca prurito o irritazione, ma nella maggior parte dei casi il bambino può continuare la sua routine quotidiana, evitando solo ambienti troppo caldi o indumenti sintetici che potrebbero irritare ulteriormente la pelle.

Nonostante la sua natura generalmente lieve, la quinta malattia merita un'attenzione particolare in due categorie di persone: le donne in gravidanza e le persone con un sistema immunitario compromesso. Per le donne incinte che non hanno anticorpi specifici contro il parvovirus B19, l'infezione può, in rari casi, causare complicazioni al feto, specialmente nel primo trimestre e per questo motivo, se una donna in gravidanza entra in contatto con un bambino affetto da quinta malattia, è fondamentale avvisare il proprio medico. Quest'ultimo potrà verificare la presenza di anticorpi con un semplice esame del sangue e, se necessario, monitorare la situazione con controlli ecografici.

Nelle persone immunodepresse o con malattie del sangue come l'anemia cronica, invece, il virus può temporaneamente ridurre la produzione di globuli rossi, rendendo necessario un controllo medico più attento. Tuttavia, nei bambini sani e negli adulti in buona salute, la quinta malattia di solito si risolve senza complicazioni e conferisce un'immunità duratura.

Infine, per quanto riguarda la prevenzione, non esiste un vaccino specifico contro il parvovirus B19, ma le normali pratiche igieniche, come lavarsi spesso le mani, insegnare ai bambini a coprirsi bocca e naso quando tossiscono o starnutiscono e evitare il contatto diretto con persone che mostrano sintomi influenzali, rimangono il modo più efficace per limitare la diffusione.